Il soggiorno è il nuovo studio

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Nelle case degli italiani il soggiorno è diventato il nuovo studio?

Più di un anno di instabilità e incertezze ci hanno portato a fare una riflessione su quelle che sono le richieste che abbiamo ricevuto fino ad oggi da inizio pandemia.
Abbiamo confrontato i nostri dati degli anni scorsi con quelli del 2020 e inizio 2021 e abbiamo notato come a causa del Covid siano state rimescolate le richieste di tutti i nostri clienti.

Il denominatore comune è: spazi più grandi.

Didascalia per questa foto

Quello su cui però vogliamo soffermarci è come il lavoro abbia modificato le nostre abitazioni. L’impatto diretto dello smart working è dimostrato dal fatto che quasi 8 persone su 10 hanno modificato o hanno in programma di modificare la propria casa.

Da una recente indagine su tutto il territorio nazionale è emerso che:

  • Solo il 18% dispone di una vera e propria stanza adibita a studio;
  • il 62% ha risposto di lavorare in soggiorno;
  • Il 20% ha invece dichiarato di lavorare in cucina;

Molte aziende hanno adottato a titolo definitivo lo smart working e anche quando la situazione tornerà alla totale normalità alcuni giorni della settimana verrano dedicati al lavoro da remoto.

Il fatto che il 62% delle persone abbia dichiarato di lavorare in soggiorno è indice di:

  • Da una parte la mancanza di una stanza da adibire a studio;
  • Dall’altro la multifunzionalità che la zona giorno ci concede;

Quale casa è la più ricercata?

Da questa premessa la risposta è quasi scontata. Case più grandi.

La maggioranza delle persone ha manifestato o manifesta l’intenzione di voler comprare una casa più grande.
Chi non vuole o non può permettersi di cambiare casa ha manifestato l’intenzione di apportare modifiche alla propria abitazione.

L’esigenza è dettata soprattutto dalla mancanza di uno spazio da adibire a studio per lo smart working o dalla mancanza di uno sfogo esterno, esso sia il giardino o un terrazzo vivibile.