La riscoperta della Lessinia c’è

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Estratto da Verona Fedele, di Adriana Vallisari

La riscoperta della Lessinia c’è: lo confermano gli operatori commerciali, che più hanno il polso della situazione.

Il mercato immobiliare si sta rivelando interessante, non solo per quanto riguarda gli affitti estivi: probabilmente “merito” della pandemia.

Tra le novità portate dal virus, infatti, c’è stata una maggior diffusione del telelavoro, quello per cui bastano un computer portatile e una connessione internet per poter lavorare ovunque.

Meglio se “ovunque” coincide con una vista panoramica, aria fresca e pulita, spazi verdi e boschi a portata di mano.

Proprio la possibilità di avere una buona copertura di rete una delle prime richieste che le agenzie si sentono rivolgere. Requisito che non è più un ostacolo, visto che negli ultimi anni le società di telecomunicazioni hanno investito maggiormente nelle connessioni.

Questo ha permesso a tante famiglie di venire in Lessinia, non solo scegliendola per la seconda casa, ma anche come prima, fa sapere Alberto Busetto, agente dell’Immobiliare Quintarelli di Negrar, realtà che si occupa di compravendite nella Lessinia occidentale.

Il ritorno abitativo in Lessinia iniziato ben prima del Covid-19, ma complice lo smartworking adottato in massa lo scorso anno, abbiamo registrato molto più interesse – aggiunge –.
Noi, ad esempio, abbiamo avuto parecchie compravendite dalla Bassa veronese, con nuclei familiari che hanno deciso di stabilirsi in montagna.

Nello specifico, l’immobiliare Quintarelli incrocia domanda e offerta soprattutto a Sant’Anna d’Alfaedo, Fosse ed Erbezzo, con qualche incursione pure a Bosco Chiesanuova e Roverè Veronese.

A differenza della Lessinia orientale, quella occidentale è più “selvaggia”: la vendita-tipo quindi interessa i rustici, sia di corte ma meglio ancora se indipendenti, possibilmente con un pezzo di terreno intorno che permetta uno sfogo esterno – elenca Busetto –.

Diciamo che su 10 richieste d’acquisto, 8 sono per rustici e 2 per appartamenti, di cui però non c’è grande abbondanza da queste parti; quanto all’identikit dei compratori, vediamo un 60% di giovani famiglie e un 40% di persone più avanti con l’età.

Dipende dai gusti personali, però si sente ancora l’influenza esercitata dal fascino delle contrade, da una quotidianità più pacifica e da un più solido spirito di vicinato.

Chiaramente è una scelta di vita: chi la compie, stabilendosi qui, passa sopra a una certa scomodità dovuta alla lontananza dai servizi, osserva l’agente.

C’è tuttavia margine per accontentare tutti, anche dal punto di vista del gruzzolo da capitalizzare.

– Il più economico, che abbiamo in vendita a 39mila euro, è un rustico di corte su tre livelli in località Ronconi, tra Sant’Anna ed Erbezzo. Ma c’è pure chi sceglie di comprarsi un’intera contrada con qualche ettaro di terreno intorno, investendoci mezzo milione di euro. –

Il periodo estivo è quello più favorevole per le trattative; chi frequenta la montagna veronese e, passeggiando, si innamora di qualche casa, spesso finisce per chiamare il numero riportato sul cartellone “Vendesi”.

Qui sotto l’articolo completo.