Riforma del Catasto 2022

« Torna all'elenco degli articoli

Cos’è la riforma del catasto 2022 prevista dall’articolo 6, cosa prevede e cosa può cambiare rispetto all’attuale classificazione degli immobili?

Art. 6 della riforma del catasto 2022

“L’articolo 6 reca la delega al Governo per l’adozione di norme finalizzate a modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all’Agenzia delle entrate, atti a facilitare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili.

La norma indica altresì i principi e i criteri direttivi che dovranno essere utilizzati per l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati (da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026).

In particolare tale integrazione dovrà attribuire all’unità immobiliare un valore patrimoniale e una rendita attualizzata, rilevati in base ai valori di mercato, anche attraverso meccanismi di adeguamento periodico.

Per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico sono, inoltre, da introdurre adeguate riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario considerati i più gravosi oneri di manutenzione e conservazione.

Tali informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, comunque, per finalità fiscali”

La prima fase della riforma del catasto 2022

Possiamo dividere la riforma in due fasi.

La prima fase prevede nuovi strumenti a disposizione dei Comuni e dell’Agenzia delle Entrate per far emergere i terreni e gli immobili fantasma attualmente non censiti dal catasto.

Verranno accatastati in maniera corretta tutti i terreni edificabili ora accatastati come agricoli e tutti gli immobili abusivi.

La seconda fase nel 2026

Nella seconda fase, che dovrebbe partire dal 1º gennaio 2026, i dati raccolti dall’Agenzia delle Entrate dovrebbero essere resi disponibili per la creazione di un nuovo sistema catastale, in integrazione a quello già esistente.

Il nuovo sistema dovrebbe contenere per ogni unità immobiliare un valore patrimoniale e una rendita attuale che deve tenere conto dei valori del mercato.

Cosa cambia rispetto ad oggi

Il cambiamento più importante e l’obiettivo principale della riforma del catasto è quello di aggiornare il valore catastale portandolo al reale valore degli immobili.

Ad oggi circa un quarto delle case ha un valore catastale che corrisponde a meno del 26% del valore reale di mercato.

Al contrario, un quarto dei proprietari paga un conto superiore fino all’81%. Le cause sono diverse, ma riguardano principalmente il mancato aggiornamento dei valori catastali attributi dal 1939 al 1962 e rivisti solo nel 1990.


Leggi anche quali Bonus Casa sono stati rinnovati per l’anno 2022

Segui la nostra pagina Facebook e Instagram per restare sempre aggiornato!