Negrar di Valpolicella

Negrar di Valpolicella: una perla in Valpolicella

Introduzione

Benvenuti in un viaggio esplorativo attraverso Negrar di Valpolicella, un comune veronese che custodisce secoli di storia, cultura e tradizioni enogastronomiche.

Questo articolo si propone di immergervi nella bellezza e nell’unicità di Negrar di Valpolicella, svelandone i segreti e le attrazioni che lo rendono un must per ogni viaggiatore e amante del buon vino.

La Storia di Negrar di Valpolicella

Quali Sono le Radici Storiche di Negrar di Valpolicella?

Negrar di Valpolicella, incastonato tra le verdi colline della regione Veneto, racconta una storia che affonda le sue radici fino alla preistoria.

Testimonianze archeologiche, risalenti al Paleolitico, sono state scoperte nell’area che collega Montecchio a Montericco, evidenziando come questa terra fosse abitata già da millenni.

Ulteriori ritrovamenti dell’età del Rame, in particolare nella località Colombare, svelano una comunità che non solo si stabilì in quest’area ma vi prosperò, grazie anche all’estrazione e al commercio di selce con le zone della pianura padana.

Questi confini naturali, ben definiti, hanno contribuito a forgiare un’identità storica e culturale unica per Negrar, nonostante le diversità tra le zone collinari e quelle pedemontane del suo territorio.

Un viaggio nel tempo: dalle origini a Roma

Durante l’epoca romana, Negrar entrò a far parte del pagus degli Arusnates, una popolazione di composizione etnica mista (tra Etruschi, Venetici, Retici e Celti) che abitava la Valpolicella ben prima dell’avvento dei Romani.

Questa area divenne sede delle ville di campagna di molte famiglie nobili veronesi, simbolo di un’elite che cercava rifugio e quiete lontano dalla città. Il ritrovamento di una tomba longobarda nel 1952, vicino all’ospedale di Negrar, attesta ulteriormente la presenza umana e le varie dominazioni che si sono susseguite in quest’area.

Dal Medioevo alla Serenissima

Nell’anno Mille, un incremento demografico significativo portò alla nascita di centri abitati sempre più influenti, molti dei quali erano caratterizzati dalla presenza di una signoria rurale.

Testimonianze dell’epoca fanno riferimento a diversi castelli eretti sul territorio, come quelli di Negrar, San Vito, Roselle, Fane e Arbizzano, attorno ai quali sorsero i comuni rurali. Questi, per secoli, mantennero importanti funzioni amministrative, arrivando a incorporare altre località. Con l’emanazione di uno statuto nel 1238, per la difesa del territorio durante le guerre civili, Negrar si affermò come il principale comune della valle.

Nel Trecento, sotto la signoria Scaligera, Negrar entrò a far parte della giurisdizione di Valpolicella, segnando un’epoca di fioritura per l’agricoltura locale, con l’ulivo, la vite e i cereali come principali colture. Anche nei secoli successivi, sotto il dominio della Repubblica di Venezia, Negrar confermò la sua reputazione di comune prospero, grazie alla ricchezza delle sue risorse naturali e all’effervescenza delle sue attività economiche.

Tempi moderni e contemporanei

Tra pestilenze e dominazioni straniere, la popolazione di Negrar ha vissuto periodi di grave crisi ma anche di lenta ripresa, favorita anche dall’arrivo di famiglie cittadine nel corso dei secoli. L’istituzione del mercato settimanale del bestiame nel 1791 e l’erezione della colonna con il leone alato l’anno successivo simboleggiano l’autonomia e la vitalità del comune durante il governo della Serenissima.

Nei secoli XIX e XX, attraverso periodi di dominio napoleonico e austriaco e successivamente l’annessione al Regno d’Italia, il territorio di Negrar ha subito trasformazioni amministrative che hanno portato alla sua configurazione attuale, con una serie di frazioni che dal nord si estendono verso il capoluogo.

Negrar di Valpolicella oggi

Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, Negrar ha conosciuto una crescita demografica costante, dimostrando una resilienza notevole anche nei momenti di crisi.

Oggi, con una popolazione che si aggira intorno ai 17.100 abitanti, Negrar continua a essere fedele alle sue tradizioni economiche, con un’agricoltura specializzata, una rinomata produzione vinicola, e la conservazione delle sue peculiarità culturali e storiche.

La pietra di Prun, l’allevamento, i salumi e il formaggio Monte Veronese rappresentano solo alcune delle ricchezze che rendono questo territorio unico nella sua continuità storica e nella sua innovazione.

La Geografia di Negrar di Valpolicella

Situato a circa 12 chilometri a nord-ovest di Verona, Negrar di Valpolicella rappresenta un incantevole mosaico territoriale all’interno della regione Veneto.

Delimitato a nord da Sant’Anna d’Alfaedo, ad est da Grezzana, a sud da Verona, e ad ovest da San Pietro in Cariano e Marano di Valpolicella, il comune si distingue per la sua varietà orografica e paesaggistica.

La Geografia di Negrar di Valpolicella

Il territorio di Negrar è caratterizzato da un’affascinante dualità tra la zona collinare e quella pianeggiante.

A nord, confinante con Sant’Anna d’Alfaedo, si erge un’area collinare che custodisce la valle verso il capoluogo. Al contrario, verso sud, si estende una vasta pianura alluvionale che si insinua delicatamente fino al cuore di Negrar, creando un paesaggio di rara bellezza e varietà.

La Valle e il suo torrente

Il bacino idrografico del torrente Negrar, o “progno” come viene chiamato in dialetto locale, definisce la valle.

Questa si snoda dal nord, con i monti Robiango, Noroni e Masùa, dall’est con i monti Nuvola, Fiàmene, Comune e Tondo, e dall’ovest con Masùa e Tesoro. Questi rilievi sono il risultato di processi geologici iniziati nel Quaternario, marcando la regione con la loro maestosa presenza a seguito di frane e smottamenti.

Scendendo verso sud, l’ambiente si trasforma in una pianura fluviale formata da ghiaia e limo, depositi lasciati dalle alluvioni del Quaternario. Il fondovalle rivela strati di roccia di diversi colori, dal rosso al bianco, inclusi il noto rosso ammonitico veronese del Giurassico e il biancone del Cretaceo. A profondità maggiori, si trovano sedimenti di calcare bianco, testimoni di un passato geologico ricco e variegato.

L’Estrazione mineraria e le formazioni Vulcaniche

La zona collinare di Negrar vanta una lunga storia di estrazione mineraria, evidenziata dalle cave di Prun sul monte Noroni, fonte secolare di lastame e rosso ammonitico.

Anche la zona di Novare, fino all’alba del XX secolo, fu teatro di attività estrattive, principalmente di ferro, attraverso gallerie che si estendevano per oltre 2.000 metri. Sebbene oggi queste miniere siano inattive, restano meta di esplorazione per gli appassionati di mineralogia, offrendo la possibilità di scoprire quarzi, ametiste, pirolusiti, calciti e ranciéiti.

Clima e ambiente naturale

Il progno di Negrar, con il suo carattere torrentizio, e i suoi affluenti disegnano la valle, creando spettacolari cascate a sud di Proale, con salti complessivi di circa 100 metri. Il territorio, appartenente alla Lessinia, si caratterizza per il suo suolo carsico e la scarsità di acque superficiali, mentre il clima mite, influenzato dalla protezione dei monti Lessini a nord e dall’esposizione solare a sud, ricorda quello mediterraneo.

Le temperature invernali raramente scendono sotto lo zero, eccezion fatta per le aree montane, mentre d’estate il termometro oscilla tra i 25 e i 30 gradi. La nebbia avvolge le zone di fondo valle per circa 25-30 giorni all’anno, risparmiando le aree collinari. Le precipitazioni annue variano da 850 mm nelle zone pianeggianti fino a 1.200 mm nelle zone collinari, con piogge concentrate in primavera e autunno e occasionali temporali estivi. La neve è un evento raro, e i venti dominanti includono la bora, lo scirocco e, talvolta, il föhn.

Le Attrazioni Turistiche di Negrar di Valpolicella

Cosa Visitare a Negrar di Valpolicella?

Nel cuore della Valpolicella, il territorio di Negrar si distingue per il suo ricco patrimonio di architetture civili, testimonianza dell’eleganza e della raffinatezza dell’epoca veneziana. Queste residenze storiche, erette prevalentemente durante il dominio della Serenissima, rappresentano un legame tangibile con il passato dei proprietari terrieri veronesi, che spesso si trasferivano nelle loro ville di campagna per supervisionare l’attività agricola o per trascorrere periodi di villeggiatura.

Le Ville Venete di Negrar di Valpolicella

Tra le numerose dimore storiche presenti nel territorio, alcune spiccano per la loro importanza architettonica e storico-artistica:

  • Villa Mosconi Bertani, situata ad Arbizzano in località Novare, è un capolavoro settecentesco progettato dall’architetto Adriano Cristofali. Caratterizzata da un imponente edificio principale flanquato da due ali, la villa incornicia un elegante giardino frontale, delimitato da una cancellata decorata con obelischi. Il suo interno ospita un maestoso salone centrale che si estende su due piani, abbellito dalle decorazioni di Prospero Pesci e Giuseppe Valliani.
  • Villa Bertoldi a Negrar, edificata nel XV secolo, si erge su tre livelli. Il piano terra è impreziosito da un porticato rinascimentale con sette archi a tutto sesto, mentre il secondo piano è arricchito da una loggia con un numero maggiore di archi, sebbene di dimensioni più contenute. La villa ha subito danni significativi durante la seconda guerra mondiale.
  • Villa Noris, nota anche come “Villa La Sorte” a San Peretto, risalente al XVII secolo, comprende l’edificio principale, una barchessa, i resti di una serra e un giardino, da cui si estende una vasta proprietà agricola coltivata a viti.
  • Villa Salvaterra a Prun, del XVI secolo, presenta due diverse parti architettoniche: una rinascimentale e una barocca, con un porticato al piano terra sovrastato da una loggia al secondo piano. Sul retro spiccano due torri colombare.
  • Villa Turco Zamboni ad Arbizzano, risalente al XVI secolo, si caratterizza per un corpo centrale di altezza maggiore rispetto alle ali laterali, con un ampio portico al piano terra. Restaurata sotto la direzione di Antonio Avena, conserva affreschi attribuiti a Battista del Moro.
  • Villa Rizzardi a Negrar, costruita nel XIX secolo su progetto di Filippo Messedaglia, unisce diversi stili architettonici, tra cui il barocco e il rinascimentale, ed è circondata da uno dei più suggestivi giardini all’italiana del Veneto, ideato da Luigi Trezza.
  • Villa Verità Sparavieri Serego Alighieri ad Arbizzano, edificata nel XVI secolo, ha subito negli anni la perdita del suo monumentale ingresso e delle decorazioni interne. L’edificio si articola in un corpo centrale affiancato da due ali, una delle quali termina con una torre colombara.
  • Villa Quintarelli, nella località di Villa, costruita anch’essa nel XVI secolo in posizione collinare, è composta da un edificio principale su tre piani, affiancato da due ali laterali e da una chiesetta dedicata a San Francesco d’Assisi datata 1510.

Architetture Religiose nel Territorio di Negrar di Valpolicella

Negrar di Valpolicella custodisce anche un ricco patrimonio di edifici religiosi, alcuni dei quali risalgono all’epoca medievale e rappresentano significativi esempi di architettura romanica veronese. La documentazione storica di molte di queste chiese ci è giunta attraverso un testamento del 1222, ma è nel XVII secolo che si assiste alla costruzione o alla ristrutturazione delle attuali chiese parrocchiali, spesso erette su fondamenta medievali.

  • Chiesa arcipretale di San Martino Vescovo a Negrar, edificata nel XVII secolo e completata nel 1809 dall’architetto Giuseppe Mazza, sorge sul sito della precedente pieve documentata fin dal X secolo. Dell’originale rimane il campanile in stile romanico, decorato su un lato da un’epigrafe del XII secolo.
  • Chiesa di San Pietro Apostolo ad Arbizzano, menzionata fin dal 1056 ma probabilmente edificata su un preesistente luogo di culto pagano del V secolo. Ricostruita nel 1606 dopo un crollo, presenta un portale d’ingresso del XIII secolo e una ricca dotazione artistica interna.
  • Chiesa di San Paolo a Prun, eretta nel XIX secolo su una chiesa preesistente menzionata fin dal 1222. Conserva all’altare maggiore una “Conversione di San Paolo” di Paolo Farinati datata 1590.
  • Chiesetta romanica di Torbe, risalente al XII secolo, ha subito nel tempo rimaneggiamenti che ne hanno alterato le linee originali, inclusa la trasformazione dell’abside e l’aggiunta di navate laterali. Oggi, l’edificio, requisito durante la prima guerra mondiale, è in stato di abbandono.
  • Chiesa nuova di San Pietro di Torbe, costruita nel XIX secolo in stile neoclassico, presenta un’unica navata e una facciata rivestita in pietra bianca locale.
  • Chiesa di San Marco Evangelista a Mazzano, sostituisce una precedente struttura quattrocentesca. Caratterizzata da una singola navata, la facciata è adornata da lesene che sorreggono un frontone, con una vetrata centrale in una lunetta.
  • Chiesetta di San Vito, menzionata già nel 1189 come possedimento dell’Abbazia di San Zeno, venne distrutta e successivamente ricostruita a metà del XVI secolo. Il campanile originario, del XII secolo, venne demolito ma successivamente ricostruito nel 1952.
  • Chiesetta di San Pietro in località San Peretto, probabilmente edificata nel XII secolo, ha subito nel tempo rimaneggiamenti che rendono difficile determinarne l’esatta collocazione storica e stilistica. Il campanile, di austera semplicità, si erge per 26 metri e domina la piccola frazione di San Peretto.
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